Le app dei giochi d’azzardo come i casinò non sono gratuite

Non ci voleva altro in questo momento delicato per il mondo del gioco: tutti stanno aspettando che entri in funzione “davvero” la Legge Delega e che si riesca a “ristrutturare”, riorganizzare e “dare della normalità” al gioco e non c’era affatto bisogno di notizie negative sopratutto riguardanti internet che è il comparto forse più difficile da controllare. Internet, si sa, è un mondo “particolare” ed a volte nasconde qualche “peccato”. L’Antitrust è intervenuta, a tutela di “tutti”, per avviare un’istruttoria nei confronti di due società del gruppo Google, di Itunes, la filiale di Apple che gestisce gli iTunes store in Europa, di Amazon e Gameloft, società che sviluppa e pubblica videogiochi scaricabili da internet. Sembrerebbe che le app, che appaiono a prima vista gratuite ai consumatori, invece richiedano acquisti successivi per continuare a giocare e, quindi, gratuite non sono!

Quindi si ravvede nel comportamento di queste aziende concorrenza sleale e pratiche commerciali indubbiamente scorrette e l’Antitrust -garante appunto della concorrenza e del mercato- dovrà valutare se i consumatori potrebbero essere indotti a ritenere -e questo contrariamente al vero- che il gioco sia del tutto gratuito: l’Antitrust pensa che i “giocatori” non sarebbero messi in grado di conoscere preventivamente gli effettivi costi delle app reclamizzate e, quindi, le informazioni che arriverebbero ai consumatori sarebbero carenti circa gli strumenti per escludere o limitare la possibilità di acquisto e le relative ed effettive modalità di attivazione. Ben venga, ovviamente, l’intervento dell’Antitrust per fare chiarezza a favore dei consumatori.